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    February 11

    "Vivere, amare, capirsi"

    Nel mezzo di una pausetta dallo studio, mi è capitato in mano uno dei mille libri che gironzolano in casa: "Vivere, amare, capirsi"  di Leo Buscaglia. Incuriosita dal titolo sfoglio qualche pagina.già immaginavo il contentuo, pallosissimo..leggo qualche riga decisa poi a chiudere ma mi cade l'occhio su alcune frasi scritte con un carattere più piccolino.. Decido così di continuare a leggere qualche pagina ancora. Inizio a cambiare idea circa il contenuto, soprattutto dopo aver scoperto che il libro è una sorta di "consigli per l'insegnamento". "Io non credo che qualcuno abbia mai insegnato qualcosa a qualcun altro. Contesto l'efficacia dell'insegnamento. L'unica cosa che so è che chi vuole imparare impara. Un insegnante, al massimo, è uno che facilita le cose, imbandisce la mensa e mostra agli altri che è eccitante e meravigliosa e li invita a mangiare" (Carl Rogers). E ancora "Non potete costringere qualcuno a mangiare. Nessun insegannte ha mai insegnato qualcosa a qualcuno. La gente in fondo è autodidatta. La parola "educatore" deriva dal latino "educare", verbo simile a "edùcere" che significa guidare, condurre. e appunto questo l'educatore deve fare: guidare, essere entusiata, capire se stesso, mettere tutto sotto gli occhi degli altri e dire: "Guardate, è meraviglioso. Venite a mangiare con me". Più avanti continua.." Recentemente Buckminster Fuller è venuto nella nostra università..ha detto cose meravigliose sulla speranza e sul futuro e la sua ultima frase è stata . "ho grandi speranze per il domani. E le mie speranze si fondano su tre cose..la Veità, la Gioventù e l'Amore". ..Silberman dice "Ciò che manca è l'affetto. Le scuole sono luoghi senza allegria e senza vitalità e la gioia". Dovrebbero essere i luoghi più festosi del mondo perchè, sapete, la gioia più grande è imparare. Imparate qualcosa, diventate qualcosa di nuovo. Non potete imparare senza essere costretti a riorganizzare tutto intorno alle cose nuove che avete appreso"..
    Un esempio poi che racconta Buscaglia è davvero significativo.. "Ricordo l'insegnante di disegno..Entrava di corsa con il cappellino di sghimbescio e diceva "Buongiorno, bamb ini. Oggi disegneremo un albero".Poi lei prendeva una matita verde e disegnava un grande coso verde. Ci aggiungeva una base marrone e qualche filo d'erba. E diceva "ecco l'albero". Tutti i bambini lo guardavano e dicevano. "non è un albero. è un lecca lecca". Ma lei sosteneva che era un albero, distribuiva i fogli e diceva "adesso disegnate un albero". In realtà non diceva "Disegnate un albero", ma "Disegnate il mio  albero". E quanto prima si capiva che cosa intendeva e si riusciva a riprodurre quel lecca - lecca, tanto prima si otteneva un 10. Ma c'era un bambino che sapeva che quello non ea un albero, perchè aveva visto un albero che l'insegnante di arte non immaginava neppur. era caduto da un albero, aveva intagliato un albero, aveva fiutato l'odore di un albero, s'era seduto sul ramo di un albero, aveva ascoltato il vento soffiare tra le foglie di un albero, e sapeva che l'albero dell'insegnante era un lecca  -lecca. Perciò prese i pastellli rosso magenta e arancione e azzurro e violaceo e verde, e scarabocchiò allegramente il foglio e lo consegnò tutto soddisfatto. L'insegnante lo guardò e disse "oh Dio, è un ritardato mentale..classe differenziale". Quanto tempo passa prima di capire che quello che in realtà ti dicono è "Per essere promosso devi riprodurre il mio albero?"..Io insgeno nei corsi per i laureati. è sorprendente constatare come la gente, ormai, ha imparato a ripetere come un pappagallo. Pensare? non dite assurdità. Sono capaci di recitare i dati parola per parola, come glieli alvete propinati. Non potete neppure dar tortoa questi studenti, perchè fanno ciò che è stato loro insegnato. Voi dite" Siate creativi, siate originali". E loro hanno paura"Non dirò mica sul serio, vero?" E che fine fa la loro unicità, che fine fa il nostro albero?La splendida unicità finisce nella fogna. Ognuno è eguale a tutti gli altri, e tutti sono contenti...L'individuo ricco di amore non si accontenta d'essere unico, di sviluppare la propria unicità e di lottare per conservarla. Vuole essere più grande, perchè si rende conto che può donare questa grandezza..."Noi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. Sappiamo molto meno di quanto amiamo. Amiamo molto meno di quanto si possa amare. e così siamo molto meno di ciò che siamo" (Laing). .Abbiamo la capacità potenziale di vedere e sentire e toccare e fiutare ciò che non abbiamo mai sognato., Ma abbiamo dimenticato come si fa. Queste cose dobbiamo fare, se ci curiamo di noi stessi, se amiamo noi stessi."
     
    Ci sono troppi passi interessanti. Un altro passo mi ha colpito. capita sempre così. Ti ritrovi a leggere e sfogliare qls che ti dice e risponde proprio a quelle domande che ti assillano in quel periodo.. E dice ".Ricordo che tanti , tanti anni fa, qualcuno disse che a volte siamo così presi ddalle domande che non viviamo le risposte"!!! Quale frase più adatta?!? E ancora.." ..noi ce ne andiamo in giro facendo finta di aver capito tutto, di non aver bisogno di nulla, quando sarebbe più semplice dire "sono vulnerabile. commetto errori. Sono imperfetto. Ho apura. In altre parole sono un essere uman o. Ed è la cosa più preziosa".
    Avrei molte cose da dire, riflessioni da condividere con le persone ha cui voglio e ho voluto bene. Ma non vado oltre. Ho voluto solamente scrivere questi brevi passi perchè mi hanno colpito nella loro semplicità e profondità allo stesso tempo. Mi hanno fatto riflettere, sorridere nel pensare a cosa sarà il futuro e quanto conti  non bloccarsi nella staticità del presente, ma pensare in grande per donare in grande.
    Concludo con un piccolo passo che dà molti spunti su come molte volte la paura ci blocchi nel abbattere le muraglie che i nostri pensieri creano, senza lasciare vivere e gioire liberamente ciò che noi proviamo. Abbiamo bisogno degli altri perchè da soli non abbiamo la forza per abbattere quelle muraglie.
    "Voglio farti sapere quanto sei importante per me, che puoi essere il creatore della persona che è in me, se vuoi. Tu solo puoi abbattere il muro dietro il quale sto tremano. Tu solo puoi vedere dietro la mia maschera. Tu solo puoi liberarmi dal mio mondo d'ombra, fatto di panico, d'incertezza e di solitudine. Periò, ti prego, non passare oltr. So che per te non sarà facile. La convinzione di non valere nulla erige muri solidi. E più ti avvicini a me, e forse, io reagirò ciecamente. Vedi, a quanto sembra io combatto contro ciò di cui più ho bisogno".